Il campanile - Sito del Rione di Sant'Ambrogio Olona di Varese

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S'innalza sopra le abitazioni imponente e maestoso, poggia su salde fondamenta rocciose e con mura massicce.

È di costruzione romana; è una torre sorta durante l'Impero, facente parte di un sistema difensivo che univa il Lago Maggiore a quello di Como mediante torri dislocate in località strategiche, circondate da mura e da elementi di difesa.

Così alle torri di Angera, Besozzo, Gavirate, Velate, Induno ecc. si unì anche quella della nostra località, congiunta tatticamente con quelli di Velate, Monte Orona (S. Monte) ed Induno.

Le torri, quasi sempre isolate e circondate da boschi, erano unite da strade militari: la nostra aveva un'importanza maggiore perché all'incrocio di strade; una da Angera-Velate proseguiva per Induno, l'altra proveniente da Varese entrava nella valle del Brinzio.

Era isolata, con attorno boschi e campagne, due case a sud (attuale Camairago) due altre a nord (Robarello).

Fu solamente nel secolo IV che a ridosso della torre venne eretta una cappellina dedicata a S. Ambrogio, a ricordo del suo passaggio nella lotta contro l'arianesimo; poi nel secolo VI, con la venuta dei Longobardi, nel terreno pianeggiante attorno alla torre sorsero case che, con lento ma crescente sviluppo, resero necessaria nel secolo XI la costruzione di una Chiesa.

La torre, più bassa dell'attuale campanile, era costruita a scopo difensivo e come collegamento con le altre torri a mezzo di segnalazioni ottiche; inoltre era osservatorio sulla zona varesina che si stendeva da Besozzo, Gallarate, Tradate, sino alle vicinanze di Como.


A questo scopo venne usata nel periodo dell'Impero Romano; in seguito durante le invasioni barbariche specialmente dai Longobardi nell'assestamento della popolazione nella nostra regione.

Nel Medio Evo la torre fu ancora sfruttata dalle discese delle truppe germaniche in lotta coi Comuni lombardi, poi dalle contese fra Torriani e Visconti e dalla Signoria degli Sforza.


In seguito, già sistemata a torre campanaria, gli Umiliati, congregazione iniziata con finalità religiosa ma poi deviata per avidità di interesse e di guadagno, usavano la torre-campanile per la sorveglianza ai lavori dei molti campi e delle zone boschive che possedevano in questa località.

Sempre, come luogo di osservazione, venne usato dalle truppe tedesche, spagnole, francesi, austriache nelle molte e svariate vicende di occupazione della nostra zona: anche nella Guerra di Indipendenza del 1859 servì al corpo volontari di Garibaldi come osservatorio per scoprire il dislocamento delle forze austriache poste a difesa di Varese, poi per seguire le battaglie del 26 maggio e del 6 giugno.

Verso il secolo XI, quando sull'alto della torre fu sistemata una campanella, voce solitària che chiamava i fedeli sparsi nei casolari della campagna alle funzioni festive; poi nel secolo XV, con la costituzione della Parrocchia, vennero eseguiti alcuni adattamenti di rialzo, con copertura di tegole, in modo da ricevere le tre campane del modesto concerto.

Nel 1852 la torre fu notevolmente innalzata con l'attuale cella campanaria, circondata da balaustrata, con copertura in pietra del S. Monte a piramide tronca recante in alto la statua di S. Ambrogio benedicente scolpita a Viggiù.

Il lavoro fu inaugurato il 15 agosto di quell'anno con l'arrivo delle nuove cinque campane che, dopo la benedizione liturgica, furono sistemate nella nuova cella.

Nel 1912, nel mese di maggio, avvenne un episodio abbastanza singolare che poteva avere grave conseguenza.

Un pomeriggio un terribile temporale si scatenò sul paese con acqua abbondante, grandine e fulmini a ritmo continuato.

Uno di questi fulmini cadde proprio sul campanile colpendo la statua di S. Ambrogio: spezzava la parte superiore che andava a cadere sul tetto della casa sottostante.

Il fulmine poi entrava nel campanile arrecando danni, incendiando ripiani e poi si scaricava su di un angolo della cella campanaria che veniva asportato, cadendo nella piazzetta.

Moltissimo lo spavento, danni rilevanti ma nessuna disgrazia: tutti riconobbero una particolare protezione della Madonna SS. invocata durante l'intemperia.

La statua venne poi rinnovata e riportata alla cuspide del campanile con un lavoro paziente e lungo; anche i danni furono a poco a poco riparati con notevole spesa.

Il caro don Angelo Del Frate, benemerito Arciprete del S. Monte, ogni volta che scendeva a S. Ambrogio col suo sorriso bonario chiedeva "e il nuovo campanile accanto alla Chiesa quando sarà finito?".

È un lavoro né pensato né progettato; forse prima di un nuovo campanile si dovrà pensare ad una chiesa più ampia ed accogliente poiché la popolazione con l'incremento edilizio continua ad aumentare.

Don Barnaba Stucchi



 
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