U.S.S.Ambrogio - Sito del Rione di Sant'Ambrogio Olona di Varese

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U.S.S.Ambrogio....  parliamone così... (da un articolo apparso sul Sagrato dell'Aprile 1998)


1972: il giovane Renzo Oldani, della U.S. S.Ambrogio, vince il Giro della Provincia di Varese. Insieme a lui vediamo (in piedi da sin.) Romeo Ganna, mamma Giuseppina e papa Giuseppe, Angela Ganna, le signore Filippini e Tibiletti. Accosciati, secondo da sin.: Dino Bianchi, Arnaldo Ganna, il presidente Luigi Filippini e il piccolo Mario Oldani


Ore 9 di una qualsiasi domenica mattina, anche invernale.


In piazza Milite Ignoto si raggrumano decine di persone, accomunate da un paio di elementi: una bici e una maglia color azzurro-arancio.

E sulla maglia la scritta: U.S. S.Ambrogio.

E via, si parte, con la promessa di andare adagio, tutti insieme, per gustare il piacere della due ruote sottili.

Ma qualche chilometro più a valle i garretti si tendono, gli ardori si animano, l'Ermellino suona la tromba della carica e via, si piagia sulle pedivelle: chi ha 'birra' resta coi primi, gli altri arrancheranno nelle retrovie.

Questa è la cronaca -attuale- della Unione Sportiva S.Ambrogio, società amatoriale di ciclismo che ha fatto, in questi pochi anni di vita, molti proseliti.

Ma la U.S. ambrogina è stata ben altro.

Così siamo andati a trovare Luigi Filippini, che nel 1962 fu il primo presidente della neonata società ciclistica.

"Era proprio il '62" racconta Filippini. "Ci siamo messi insieme io, Paolino De Marco, Romeo Ganna, Santo Gervasini, e poi Frattini, Onofri, Tibiletti e altri.
Medico sportivo il dottor Modesti, direttore sportivo Tognoli.
Avevamo pochi allievi, ricordo Tiso, Masini, Marocchi, mio figlio Franco."

Questo l'esordio della U.S. S.Ambrogio.

Scelta dei colori (il mai abbandonato azzurro-arancio), rifiuto dello sponsor e via, pedalare e basta, con l'intento di far divertire i giovani, con la speranza di 'tirar fuori' un campione.

"Ne è passata da noi di gente in gamba" ricorda il Filippini.

"Renzo Oldani, Masini, Bruno Marini, per arrivare a ciclisti che oggi ancora corrono nei professionisti.
Sergio Carcano ha smesso da poco, poi abbiamo Francesco Frattini della Telecom, Maurizio Molinari e Stocco."

Primi anni Ottanta: la U.S. S.Ambrogio del presidente Fiori, del segretario Onofri e del direttore sportivo Renzo Oldani. Fra le tante giovani promesse, vediamo (al centro, seduto, con la testa bassa) Francesco Frattini, oggi professionista alla Telecom del grande Ulrich.


Il periodo d'oro per la U.S. S.Ambrogio sono gli anni Settanta.


Il Filippini, in moto, segue le imprese di Renzo Oldani, santambrogino al 100%, figlio di un calciatore del Varese, uno che da la biada al giovane Beppe Saronni, all'attuale direttore della nazionale ciclistica Antonio Fusi, a Corti (che è stato campione del mondo).

Ed eccolo Renzo, che tira fuori con piacere l'album dei ricordi.

"Nel 1972, da allievo, ho vinto il giro della provincia di Varese"  racconta Oldani.
"L'anno dopo sono stato campione provinciale. Come dilettante ero fra i cinque migliori in Italia."

"Giuseppe Saronni vedeva sempre la schiena di mio figlio, in corsa" racconta mamma Giuseppina, senza nascondere l'orgoglio di aver messo al mondo un pedalatore capace di salire da piazza Beccaria all'Hotel 'Campo dei Fiori' in 29 primi e 30 secondi.

"Usavo un 42-17" racconta Renzo, "e nell'ultimo tratto mettevo il 53 davanti."

Gli esperti hanno capito il valore dell'impresa.

L' U.S. S.Ambrogio, seguendo il suo campioncino (che, fra l'altro, vince il giro dell'Iran), tenta di partecipare alla categoria dilettanti di Prima.

Sono le ultime velleità di un sodalizio che, a poco a poco, cambia la dirigenza (da Filippini a Pacchioni a Fiori) e si trova a dover combattere con il tempo, i soldi e la difficoltà di reclutare giovani capaci di sacrificio.

Per diversi motivi Oldani non riesce ad approdare al professionismo, farà il direttore sportivo negli anni Ottanta alla U.S., prima di affidarsi ai soli ricordi.

Nel frattempo la società ciclistica del nostro paese si cimenta anche nella categoria veterani, con Bossi, Violini, Ermellino ed altri.

E sarà proprio questo nucleo a raccogliere l'eredità, sebbene in forma squisitamente amatoriale, della U.S. S.Ambrogio, che da anni ormai non ha più il settore agonistico.

Ma i colori azzurro-arancio ancora sfrecciano per Varese e dintorni.

E chi è del giro sa bene che, se si vuoi correre con gli amatori della Sant'Ambrogio, non si può prescindere da un ottimo allenamento e da tanta disponibilità a regalar sudore all'asfalto.


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